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E Obama sia!

Negli U.S.A. il senatore Obama vince anzi stravince le elezioni facendo letteralmente a pezzi i repubblicani, ma questo era chiaro da diversi mesi (mica sono recidivi come gli italiani) e nonostante tutto i nostri giornalisti, opinionisti e profeti di stato continuavano a dare McCain come vincitore:

Gianfranco Fini: “Gli Stati Uniti non sono ancora pronti per un presidente nero”.

Che McCain era spacciato ce lo preannunciava il commento di due grandi analisti padani:

Roberto Castelli: “Mc Cain e’ una garanzia per la difesa della civilta’ cristiana sotto attacco dei musulmani“.

Roberto Cota “John offre maggiore sicurezza contro l’Islam”.

e poi aggiungeva uno dei nostri noti strateghi:

Maurizio Gasparri: “Se dovesse vincere Obama, prenderei le distanze della Casa Bianca”. inoltre l’ (Dis)On. dallo sguardo astuto come se non bastasse appena ha saputo della vittoria di Obama ha commentato: ” Su Obama gravano molti interrogativi; con Obama alla Casa Bianca forse Al Qaeda e’ piu’ contenta”…. recidivo …

Berlusconi: Solo un mese fa’ passeggiava innamorato con Bush e lo rassicurava che sarebbe passato alla storia, Mentre McCain pregava il presidente piu’ impopolare della storia, l’uomo che ha condotto gli Stati Uniti verso un baratro, di non farsi vedere dalle sue parti.

Mauro della Porta (Il Giornale): “Adesso vi dico: John Mc Cain il prossimo 4 novembre vincera’”.

Paolo Granzotto, entusiasta: “Resto anch’io dell’opinione che il vecchio eroe sbaragliera’ il giovane vagheggino… Sarah Palin trascinera’ Mc Cain alla vittoria”, anche per via della “veltronizzazione della campagna del damerino Obama: e con Veltroni, si sa, si va dritti alla sconfitta”. Insomma, “Mc Cain gli fara’ la festa”.

Strabiliante questa giornalista (venuta alle cronache per i suoi giochini con le note spese gonfiate della RAI)

Maria Giovanna Maglie: non ci poteva proprio credere che gli americani votassero per quell’”estremista inesperto e poco capace”, “contrario infantilmente alle centrali nucleari”, uno che “ritirerebbe incoscientemente le truppe dall’Irak”, che “rappresenta solo una fetta minoritaria di radicali”, per giunta negro, tant’č che “gli elettori democratici sono i primi a dubitarne”, ma “dubitano pure gli indecisi, gli indipendenti, i fan di Hillary”. Mentre “Old John” (cosi’ lei chiama McCain, nell’intimita’) “parla da Presidente”, “puo’ vincere le elezioni perche’ č un candidato credibile” e poi “ha trovato un vice ideale in Sarah Palin, la donna tutta valori, determinazione e capacita’ oratoria”, ma soprattutto “e’ pronto a costruire 45 centrali nucleari e aumenterebbe le truppe in Irak”, dunque “io dico che ce la fa”, “nonostante il can can dei media nazionali e internazionali”, tutti in mano al Comintern. Se invece “dovesse farcela Obama, sara’ una vittoria di misura” (infatti avra’ la maggioranza parlamentare piu’ ampia dalla notte dei tempi). La Maria Giovanna lo vedeva gia’ alla Casa Bianca, l’amato Old John: “Da presidente ridurra’ il potere di Washington e, da vero patriota, difendera’ la sicurezza degli Usa”. Pazienza, la difendera’ da casa.

Stupendo anche Il Foglio Del Platinette Barbuto: “Ed e’ subito Sarah”, “Vi fareste governare da Obama?”, “Perche’ l’idraulico Joe e’ il miglior alleato del soldato Mc Cain”, mentre le migliori firme di quel bidone di merda scrivevano:

Marina Valensise: “la Palin somiglia alla nostra Gelmini: una tigressa dura, determinata, sicura di se, temprata dal gelo polare, travolgente come un animale selvaggio… una mamma che si batte contro un parolaio idealista”.

Stefano Pistolini la definiva “l’ultima arrivata, forse la predestinata”. Infatti, e’ stata la palla al piede del povero McCain.

Christian Rocca, lo scopritore: “La Palin e’ un Obama al quadrato”, donna dall’”appeal a tratti profetico e messianico”, un incrocio fra “Bob Dylan e Erin Brockovich”, come pure il suo presunto gemello Barak, insomma “pare lei la candidata presidente e Mc Cain il suo vice”. E Obama: per l’esperto Rocca, “il candidato perfetto per una serie televisiva”, “elitario, intellettuale, troppo di sinistra e incapace di connettersi con il paese”, una “bolla che potrebbe sgonfiarsi rapidamente” visto che “da mesi viene rifiutato stato dopo stato, primaria dopo primaria, dalla working class del suo stesso partito, dai poveri, dagli ispanici, dai cattolici, dagli anziani, dalle donne, dagli ebrei e da qualsiasi categoria sociale e razziale a cui non appartengano afroamericani, studenti, intellettuali, miliardari, divi di Hollywood e fighetti”. E queste – si badi bene – “non sono opinioni”.

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